Studi e Norme

  • Per l’Ifrs le criptomonete non  sono una valuta (5 agosto 2019)
Secondo l’Ifrs Interpretations Committee (Ic) le criptovalute sono qualificate come le rimanenze (Ias 2), ad esempio dagli operatori specializzati come gli exchanges o wallet providers, se detenute per la vendita ordinario, oppure in caso contrario quali attività immateriali da contabilizzare secondo lo Ias 38.
L’Ic ha escluso che i crypto-asset abbiano natura monetaria e che siano contabilizzati tra le disponibilità liquide o tra gli strumenti finanziari. Infatti le valute virtuali non assolvono la funzione tradizionale della moneta.
  • Startup e PMI innovative (12 dicembre 2018)

Le nuove  startup innovative godono di un quadro di riferimento dedicato per  la semplificazione amministrativa, il mercato del lavoro, le agevolazioni fiscali, il diritto fallimentare. Molte di queste misure sono estese anche alle PMI innovative, cioè a tutte le piccole e medie imprese che operano nel campo dell’innovazione tecnologica, a prescindere dalla data di costituzione o dall’oggetto sociale.

Alle misure agevolative possono accedere le società di capitali, costituite anche in forma cooperativa, le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione, e che sono in possesso dei seguenti
requisiti:
– sono di nuova costituzione o comunque sono state costituite da meno di
5 anni (in ogni caso non prima del 18 dicembre 2012);

– hanno sede principale in Italia, o in altro Paese membro dell’Unione Europea o in Stati aderenti all’accordo sullo Spazio Economico Europeo, purché

abbiano una sede produttiva o una filiale in Italia;
– presentano un valore annuo della produzione inferiore a 5 milioni di euro;
non distribuiscono e non hanno distribuito utili;
– hanno come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
non sono costituite da fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda;
– il contenuto innovativo dell’impresa è identificato con il possesso di almeno uno dei 3 requisiti:

1) una quota pari al 15% del valore maggiore tra fatturato e costi annui è ascrivibile ad attività di R&D;

2) la forza di lavoro complessiva è costituita per almeno 1/3 da dottorandi, dottori di ricerca e ricercatori, oppure per almeno 2/3 da soci o collaboratori a qualsiasi titolo in possesso di laurea magistrale;

3) l’impresa è titolare, depositaria o licenziataria di un brevetto registrato (privativa industriale) oppure titolare di programma per elaboratore originario registrato.
  • decreto legislativo del 10 agosto 2018, n. 101 di adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento GDPR 2016/679 (30 settembre 2018)

Il decreto non ha previsto un rinvio di otto mesi della applicazione della normativa in materia di tutela dei dati personali da parte del Garante, limitandosi a raccomandare all’Autorità di controllo, solo ai fini della applicazione di eventuali sanzioni, di tenere conto per otto mesi dalla entrata in vigore del decreto “della fase di prima applicazione delle norme sanzionatorie”.

Inoltre, il decreto rafforza i poteri del Garante sotto il profilo regolamentare che è chiamato ad adottare modalità adeguate per consentire alle piccole e medie imprese di dare piena applicazione al GDPR.

  • GDPR 2016/679 sulla protezione dei dati (19 febbraio 2018)

Il Regolamento UE 2016/679 in tema di protezione dei dati è stato adottato il 27 aprile 2016 ed è conosciuto come GDPR (General Data Protection Regulation). Il regolamento che è applicabile dal 25 maggio 2018 sostituirà la direttiva sulla privacy che è in vigore dal 1995. Scopo del regolamento è riformare, aggiornare e uniformare la legislazione in materia di protezione e libera circolazione dei dati personali. Per dati personali si intendono tutte le informazioni relative ad un individuo ed alla sua figura professionale e pubblica. Il GDPR distingue tra il titolare del trattamento, il responsabile del trattamento ed il soggetto interessato, cioè la persona a cui i dati si riferiscono.

Cosa devono fare le aziende?

Il GDPR impone alle imprese di rivedere i sistemi di gestione dei dati all’interno delle proprie strutture organizzative per prevenire la perdita e l’errata condivisione degli stessi. Con il nuovo regolamento la responsabilità del trattamento è in capo al titolare del trattamento e non al responsabile del trattamento. Le aziende devono poi prevedere la figura del Data Protection Officer (DPO) che ha il compito di supervisionare i processi organizzativi interni ed è esperto in materia di diritto e tecniche di protezione dei dati.

Le aziende che non si adeguano alle previsioni del GDPR entro la scadenza sono soggette a sanzioni fino a 20 milioni di euro, o fino al 4% del volume di affari globale registrato nell’anno precedente. Inoltre, chiunque subisca un danno, materiale o immateriale, ha diritto all’azione risarcitoria a causa della violazione della norma.

  • Art Bonus: quando l’imprenditore diventa un Mecenate della Cultura! (16/01/2018)

Art Bonus è una disposizione emanata dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, volta a incrementare una presa di coscienza nei cittadini amanti di un territorio, facendoci diventare, ognuno nel proprio piccolo, Mecenati della Cultura. Grazie ad erogazioni liberali che tutti possono effettuare, senza un minimo imponibile, a beneficio di alcuni interventi individuati dai Comuni interessati e dirette al mantenimento e sostentamento di alcuni siti storici del territorio. Gli interventi che puoi sostenere con un’erogazione liberale sono di tre tipologie:

  1. Interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici;
  2. Sostegno a istituti e luoghi della cultura pubblici, fondazioni lirico sinfoniche, teatri di tradizione;
  3. Realizzazione, restauro e potenziamento di strutture di enti e istituzioni pubbliche dello spettacolo.

Visitando il sito internet http://artbonus.gov.it/ricerca.html è possibile ricercare gli interventi finanziabili. Importante: L’ Art Bonus consente un credito di imposta, pari al 65% dell’importo donato, a chi effettua erogazioni liberali a sostegno del patrimonio culturale pubblico italiano.

  • Marchi+3 (9/01/2018)

Si comunica che il Ministero delle Sviluppo Economico ha stanziato ulteriori € 3.825.000 a favore delle PMI italiane che hanno depositato, a partire dal 1 giugno 2016, o depositeranno, uno o più Marchi dell’Unione Europea o internazionali. Il bando prevede agevolazioni per il deposito di una domanda di marchio dell’Unione Europea e/o internazionale. In particolare, è possibile finanziare fino all’80% (90% in caso di designazione di USA e Cina nel marchio internazionale) nel rispetto degli importi massimi previsti dal bando.

Ciascuna impresa può presentare più richieste di agevolazione, fino al raggiungimento del valore complessivo di € 20.000. Le risorse saranno assegnate con procedura valutativa a sportello, secondo l’ordine cronologico di presentazione. La data di inzio delle richieste di agevolazione è stata fissata nel 7 marzo 2018.

Per maggiori informazioni: http://www.uibm.gov.it/index.php/06-12-2017-marchi-3

  • Legge di Bilancio 2018 (28/12/2017)

Iperammortamento

Confermato – ma con  modifiche e ampliamenti – l’iperammortamento che va avanti un altro anno intero, fino al 31/12/2018, con consegne fino al 31/12/2019 se viene versato un acconto pari ad almeno il 20% dell’ordine.

Infatti, è stata introdotta la possibilità di sostituire “in corso d’opera”, cioè durante il periodo dell’ammortamento, i beni che fruiscono dell’iperammortamento con altri beni aventi caratteristiche non inferiori.

Inoltre, per i beni immateriali dell’allegato B (per le quali è confermata la maggiorazione al 140%), ai quali si aggiungono tre nuove voci realtive ai software per la realtà immersiva, la logistica e l’e-commerce.

Superammortamento

Il superammortamento viene confermato per un altro anno (fino al 31/12/2018), ma con percentuali e perimetro ridotti: l’incentivo scende infatti dal 140% al 130% e sono esclusi del tutto gli autoveicoli, compresi quelli a uso esclusivo. Per le consegne c’è tempo fino al 30 giugno 2019, sempre se l’ordine viene confermato con un acconto pari almeno al 20% del totale.

Sabatini

La Nuova Sabatini viene rifinanziata con 330 milioni di euro e durerà fino a esaurimento delle risorse disponibili.

Credito d’imposta per la formazione

Finalmente il credito d’imposta per le spese in formazione. Il credito d’imposta è del 40% delle spese sostenute per il personale che viene formato sulle tecnologie 4.0. Oltre alle aree tecniche, sono comprese anche le aree marketing e vendite. L’incentivo varrà in via sperimentale per il solo 2018. Le risorse stanziate sono 250 milioni e il tetto massimo di spese incentivabili è pari a 300 mila euro. Il programma di formazione dovrà essere pattuito con i lavoratori, secondo quanto previsto da accordi sindacali di secondo livello (aziendali o territoriali).

  • Nuovo Regolamento Europeo sulla Protezione dei dati (26/11/2017)

REGOLAMENTO (UE) 2016/679 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 27 aprile 2016

  • Cybersecurity: l’aspetto legale (13/10/2017)

Dopo i coordinati attacchi cyber in Estonia del 2007, che portarono la comunità internazionale a focalizzarsi sui rischi cyber, nacque Il primo Tallin Manual che divenne una guida per i governi di tutto il mondo sull’applicazione del diritto internazionale in questo nuovo ambito. La nuova edizione del Tallin Manual 2.0, elaborata da diciannove esperti di diritto internazionale, rappresenta oggi una risorsa a disposizione di coloro che si occupano dei problemi informatici in ambito legale. Il manuale, la cui realizzazione è stata facilitata dal NATO Cooperative Cyber Defence Centre of Excellence, è pubblicato da Cambridge University Press e comprende alcune analisi dei più diffusi incidenti informatici.

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  • Quanto vale il tuo marchio? (9/7/2017)

Il marchio di un’impresa rappresenta il riconoscimento che i clienti danno alla stessa e la fonte di differenziazione rispetto ai concorrenti. Dal punto di vista economico il marchio riassume le risorse destinate dall’impresa alla competizione sul mercato e gli investimenti effettuati. Ogni marchio possiede un valore intrinseco ed autonomo, derivante dalla potenzialità di far ottenere all’azienda differenziali positivi sul fatturato, rappresentando quindi un vero e proprio fattore critico di successo.
Comprendere quanto vale il marchio e valorizzarlo diventa quindi una strategia che, a partire dalla registrazione, l’imprenditore dovrebbe mettere in campo con il fine di mettere in atto un vero e proprio piano d’azione che faccia emergere il valore di questo fondamentale intangibile.
Oggi sono presenti sul mercato imprese “storiche” con 50, 60 e 70 anni di vita; si tratta di organizzazioni che pur con dimensioni piccole/medie hanno una forte reputazione nella loro zona di origine e nel loro mercato di riferimento con un patrimonio clienti consolidato e stabile. Queste aziende difficilmente registrano il marchio e solo in alcuni casi hanno strategie tese alla sua valorizzazione pur nella consapevolezza dell’impatto che il marchio ha avuto, ed ha ancora, nella fidelizzazione del patrimonio clienti.
Attuare una seria riflessione sulla propria storia, sulla propria reputazione e sul proprio marchio diventa oggi fondamentale per dare inizio ad un processo di valutazione del marchio che consenta l’identificazione del valore anche nel bilancio aziendale.

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  • Industry 4.0 (30/6/2017)

La quarta rivoluzione industriale è legata ad un insieme di fattori tecnologici ed a competenze trasversali. Il mondo della formazione dovrà cogliere questa nuova sfida attraverso progetti innovativi in grado di supportare il nuovo modo di produrre. Industry 4.0., termine coniato in Germania nel 2012, è basato su un insieme di tecnologie che operano tra di loro in rete.

Questa rivoluzione prima che industriale è culturale e tende a modificare le competenze che devono soddisfare le esigenze del mercato. Saper gestire, risolvere i problemi, comunicare, organizzare il lavoro: si tratta di 65 nuovi profili professionali che, secondo alcuni centri studi, cambieranno la nostra vita ed il mondo dell’occupazione.

Anche l’Italia si è dotata di un programma in tal senso (Piano Nazionale Industria 4.0), rappresentando la seconda industria manifatturiera in Europa, con un budget di 13 mld di euro per supportare investimenti innovativi, realizzare strumenti politici di supporto, sviluppare infrastrutture digitali e competenze. La cultura digitale sarà basilare in questo nuovo contesto. Tutti i lavori lineari e gestibili da un processo standard saranno sostituiti da macchine e da device. Saranno le materie scientifiche, informatiche e la creatività ad essere al centro del mercato del lavoro. Saper gestire gruppi di lavoro e superare i problemi velocemente, comporteranno un cambiamento della società e delle aziende. Il cambiamento del paradigma e del modello di business porterà alla necessità di sfruttare nuovi talenti e competenze in un mondo nel quale sarà la velocità il fattore critico di successo.

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